SPELEO 
 
Numerose sono le particolarità paesaggistiche offerte dal Carso triestino, un altopiano che fa da cornice alla città, luogo di passeggiate fuori porta e di impegnative escursioni. Grazie alla particolare geomorfologia dei terreno, il Carso è uno dei luoghi più adatti per la speleologia, ricco di cavità sotterrane spesso completamente invisibili all'uomo.  
Universalmente nota agli studiosi e al grande pubblico è la Grotta Gigante, sita nel Comune di Sgonico. La Grotta è composta da una vasta sala, talmente ampia, con i suoi 280 metri di lunghezza, 65 di larghezza, e una cupola alta 107 metri, da poter contenere un volume ampio come la Basilica di S.Pietro.  
Nel "profondo" dello spirito Jeep...... 
 
Il modo più romantico, anche se non il più rapido per arrivare sul Carso da Trieste è il vecchio tram a fune che, partendo dalla centralissima piazza Piazza Oberdan, si inerpica lungo la salita di Scorcola sino all’abitato di Opicina; il percorso è molto suggestivo e permette di godere di una splendida vista sulla città.La parola Carso trova origine nella radice 'karra' che secondo i linguistici è preindoeuropea e significa pietra. Ed è proprio la pietra l'essenza del Carso.  
Le numerose aree di bianco calcare rendono l'ambiente carsico del tutto particolare. Le rocce calcaree compongono la maggior parte delle grotte e dei letti dei fiumi sotterranei. Una delle caratteristiche principali del Carso è il mondo sotterraneo, con le sue cavità scavate dalla lenta erosione delle acque.Se rapportiamo il numero delle grotte, caverne, cunicoli all’estensione dell'altipiano, possiamo affermare che non ci sono paragoni al mondo con altre zone. Le stalattiti e stalagmiti formatesi ad opera dello stillicidio delle acque contenenti sali di calcio, che dal suolo cercano la loro via nelle viscere della terra contribuiscono a creare scenari di incomparabile bellezza.Numerosi corsi d'acqua scorrono sotto la superficie ed alimentano il fiume carsico Timavo che si inabissa nelle grotte di San Canziano per ricomparire, dopo un lungo percorso sotterraneo, a San Giovanni di Duino. In questo modo si forma una grande ed importante riserva d'acqua che rifornisce la città di Trieste. Altri fenomeni carsici, derivanti dal crollo delle volte delle grotte, sono le "doline", che ricoperte di terra rossa e molto umide appaiono lussureggianti e, a volte, come a Percedol, vicino a Monrupino, divengono deliziosi stagni.  
 
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